I 33 nomi di Dio - Associazione culturale Giovanni Colafemmina

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Martedì 19 Marzo 2024
ore 18,00
Sala Colafemmina
Palazzo De Mari
 
                           
in collaborazione con
l’Università della Terza Età
di Acquaviva delle Fonti
“I 33 nomi di Dio“

 
Tentativo di un diario senza data e
senza pronome personale
di Marguerite Yourcenar
 

musica di Nicola Scardicchio
 
Carla Aventaggiato-Elvira Sarno  duo pianistico  
 
voce recitante e videomaker
 
   Stefania Maria Teresa Gianfrancesco
Marguerite Yourcenar nacque da una famiglia franco-belga. Da bambina si dimostra subito una lettrice precoce, interessandosi a soli otto anni alle opere di Jean Racine e Aristofane: addirittura a dieci anni impara il latino e a dodici il greco pur di poter leggere i testi originali di Aristofane ed altri oratori antichi greci e romani. Poi, all'età di diciassette anni, da poco trasferitasi a Nizza, Marguerite pubblica sotto lo pseudonimo di "Marguerite Yourcenar" il suo primo libro di poesie: sceglie questo pseudonimo con l'aiuto del padre, anagrammando il cognome (Crayencour, appunto). Nel 1924, in occasione di un viaggio in Italia, visita per la prima volta Villa Adriana e inizia la stesura dei primi Carnets de notes de Mémoires d'Hadrien (Taccuini di note delle poi divenute celeberrime Memorie di Adriano).
Nel 1937 a Parigi Marguerite fa un incontro fondamentale per la sua carriera e per la sua vita: quello con Grace Frick, allora insegnante di letteratura inglese, che sarà la sua compagna per il resto della vita.
Nel 1939, allo scoppio della seconda guerra mondiale, si trasferisce negli Stati Uniti d'America, pur continuando sempre a scrivere in francese. Negli Stati Uniti insegna letteratura francese e storia dell'arte dal 1942 al 1950 e dal 1952 al 1953. Inizia così un decennio di privazioni, che ella stessa definirà più tardi come il più difficile della sua vita.
Esordì come autrice in poesia, con la raccolta Le jardin des chimères (Il giardino delle chimere), pubblicata a proprie spese nel 1921. La prima opera pubblicata da una casa editrice è un romanzo del 1929: Alexis o il trattato della lotta vana, dove si affaccia per la prima volta il tema dell'omosessualità vissuta come un intenso dramma. Da lì comincia per la scrittrice una carriera che le procurerà la notorietà internazionale.
Nel periodo che va dal 1932 al 1938 pubblica il romanzo Moneta del sogno, ambientato nell'Italia fascista, Fuochi, una raccolta di prose liriche ispirata dal suo amore non corrisposto per André Fraigneau, e Novelle orientali, una serie di racconti ispirati a miti e leggende dell'Estremo Oriente, della Grecia e dei Balcani.
Attratta dal romanzo di ambientazione storica, scrive le Memorie di Adriano, il suo capolavoro, in cui alla crisi personale di un imperatore illuminato, giunto alla fine della sua vita, si sovrappone il crepuscolo dell'impero romano, avviato verso una fine annunciata.
L'opera al nero è un altro romanzo di genere storico ambientato nel tardo Rinascimento con protagonista il medico-filosofo Zénon.
Come l'acqua che scorre, pubblicato nel 1982, raccoglie tre racconti storici di ambiente secentesco, ambientati fra l'Italia e le Fiandre. Il primo, Anna, soror..., fu scritto nel 1925 dopo un soggiorno della donna a Napoli, dove si svolge il racconto intimo e delicato della passione incestuosa di Anna per il fratello Miguel. Il secondo, Un uomo oscuro, ci fa seguire le peregrinazioni di Nathanael, il suo amore per la prostituta Sarai, il servizio presso una nobile famiglia e la silenziosa fine nella solitudine di un'isola. L'ultimo racconto, Una bella mattina, si ricollega alla vicenda di Un uomo oscuro narrando la storia di Lazaro, figlio di Saraí e Nathanael, e della sua vocazione di attore.
Nella trilogia Il labirinto del mondo, Yourcenar passa dalla storia del mondo a quella più ristretta nel microcosmo della sua famiglia attraverso le generazioni.
Scrive anche numerosi saggi e racconti di viaggio, confluiti nelle raccolte Con beneficio d'inventario, Il tempo, grande scultore, Pellegrina e straniera e Il giro della prigione.
Nel 1980 diviene la prima donna a entrare a far parte della Académie française.
Muore presso l'ospedale di Bar Harbor, sull'isola di Mount Desert (Maine), il 17 dicembre 1987.
1. Mare al mattino
2. Rumore dalla sorgente nelle rocce sulle pareti di pietra
3. Vento di mare a notte su un’isola        
4. Ape
5. Volo triangolare dei cigni
6. Agnello appena nato bell’ariete pecora
7. Il tenero muso della vacca il muso selvaggio del toro
8. Il muso paziente del bue
9. La fiamma rossa nel focolare
10. Il cammello zoppo che attraversò la grande città affollata andando verso la morte
11. L’erba L’odore dell’erba
12. (disegno suo, come tanti asterischi, stelline)
13. La buona terra La sabbia e la cenere
14. L’airone che ha atteso tutta la notte, intirizzito, e che trova di che placare la sua fame all’aurora
15. Il piccolo pesce che agonizza nella gola dell’airone
16. La mano che entra in contatto con le cose
17. La pelle – tutta la superficie del corpo
18. Lo sguardo e quello che guarda
19. Le nove porte della percezione
20. Il torso umano
21. Il suono di una viola o di un flauto indigeno
22. Un sorso di una bevanda fredda o calda
23. Il pane
24. I fiori che spuntano dalla terra a primavera
25. Sonno in un letto
26. Un cieco che canta e un bambino invalido
27. Cavallo che corre libero
28. La donna — dei — cani
29. I cammelli che si abbeverano con i loro piccoli nel difficile wadi
30. Sole nascente sopra un lago ancora mezzo ghiacciato
31. Il lampo silenzioso Il tuono fragoroso
32. Il silenzio fra due amici
33. La voce che viene da est, entra dall’orecchio destro e insegna una canto
Carla Aventaggiato possiede   qualità strumentali fuori dal comune  ed è  dotata di  una sensibilità poetica   e fremente che trascina il pubblico. Così la stampa specializzata  definisce la pianista Carla  Aventaggiato  che  si è perfezionata con i  Maestri Sergio Cafaro, Novin Afrouz, Antonio Bacchelli, Aldo Ciccolini  François Joël Thiollier e Marisa Somma. E’ stata premiata in diversi Concorsi Nazionali ed Internazionali. Svolge un’intensa attività concertistica, sia da solista che in formazione di duo pianistico, che l’ha portata  a  tenere concerti  in prestigiose Associazioni Culturali in  Italia (Milano- Circolo Sella Stmapa, Cosenza- Teatro Rendano, Bari Teatro Piccinni, Ravello-Villa Rufolo , Matera, Salerno, Torino, Udine, Roma, Firenze, etc. )  e all’estero (Romania- Bacau con la Filarmonica “Mihail Jora” e R.M. Valcea con la Filarmonica “ Ion Dumitrescu,   Polonia, Spagna, Germania, Croazia, Macedonia del Nord, Austria,  Repubblica Ceca, ecc.), riscuotendo consensi di pubblico e critica. La sua continua ricerca musicale la porta  a  sperimentare   programmi interessanti e poco convenzionali  come “Evangelion” di M. Castelnuovo Tedesco , le pagine pianistiche  di Clara Wieck Schumann, le Sonate di Alessandro Longo,  “I quattro temperamenti” per pianoforte e orchestra di  P.Hindemith , “Babar” di Poulenc per pianoforte e voce recitante etc.. In duo pianistico (con il pianista Maurizio Matarrese)  nel bicentenario della nascita di Franz Liszt   ha   eseguito una della pagine più rappresentative e impegnative del repertorio per due pianoforti:  la  Nona  Sinfonia di L. van Beethoven nella trascrizione originale del musicista ungherese. Regolarmente invitata a far parte di commissioni giudicatrici di concorsi pianistici nazionali ed internazionali, è co-direttore artistico del Concorso Nazionale Pianistico “Città di Casamassima”, dell’ Associazione musicale “Amadeus” di Casamassima e  del  Concorso Internazionale  Pianistico  “Città di Acquaviva delle Fonti – “Premio Giovanni Colafemmina”; inoltre fa parte del  comitato artistico del Centro Studi Musicali Giovanni Colafemmina di Acquaviva delle Fonti. E’ docente di Pianoforte principale presso il Conservatorio di  Musica “ N. Piccinni” di Bari.
Elvira Sarno nata a Bari, figlia d’arte, ha compiuto gli studi musicali presso il Conservatorio “Niccolò Piccinni” di Bari, sotto la guida della prof.ssa Marisa Somma, diplomandosi col massimo dei voti.Si è in seguito perfezionata con i maestri Sergio Perticaroli e Carlo Bruno e ha seguito con profitto corsi internazionali a Lanciano, Sapri e  Salisburgo, dove è stata fra i pochi selezionati per il concerto finale alla Wiener Saal del Mozarteum. Vincitrice di concorsi nazionali, ha iniziato giovanissima l’attività concertistica, tenendo recital per varie associazioni musicali, tra cui “il Coretto”, “Amici della Musica”, “Agimus”, “Thalberg” (secondo festival pianistico), “Camerata Salentina”, suonando anche in prestigiosi teatri, tra cui il “San Carlo” di Napoli, il Teatro “Fenaroli” di Lanciano, il ”Piccinni” e il “Petruzzelli” di Bari.Hanno scritto di lei: “…sa trovare sonorità preziose, al limite del confidenziale, quasi un parlare a tu per tu con l’autore…” (Corriere del Giorno;) “…la Sarno non solo ha retto come meglio non si poteva al paragone anche di grossi calibri del pianismo internazionale, ma ha anche dato alla esecuzione una suggestiva impronta personale…”.;  “…evidenzia le sue qualità maggiori attraverso una tecnica matura, un istinto musicale notevole, un gusto innato e spontaneo…” (Gazzetta del Mezzogiorno.)Ha registrato per la RAI, collaborando anche come consulente musicale e artistica.Titolare già dal 1979 della cattedra di pianoforte principale presso il Conservatorio “Niccolò Piccinni” di Bari, ha ben presto rivelato la sua elevata attitudine all’insegnamento, diplomando la maggior parte dei suoi alunni con il massimo dei voti e annoverando tra di loro oltre cento primi premi in concorsi nazionali e internazionali.
E’ invitata a far parte di giurie a concorsi nazionali e internazionali e tiene regolarmente corsi e masterclass per diverse associazioni. Nell’ambito dei progetti di istituto del Conservatorio di Bari ha curato la revisione di Bela Bartok del “Clavicembalo ben temperato” di J.S. Bach( lavoro pubblicato su “Gli Strumenti”, ed. Graphis) e la revisione di C. Arrau delle 32 Sonate di Beethoven. E’ stata promotrice dell’esecuzione integrale dei “Microkosmos” di Bela Bartok, dei progetti “Muzio Clementi a 250 anni dalla nascita”,  “Nove Sonate di S. Prokofiev”, “Omaggio per A. Dvorak per il centenario della scomparsa”, “F. Mendelssohon-Bartholdy nel duecentenario della nascita” e  della sonate di Cimarosa . Ha collaborato ai progetti “F. Liszt, l’uomo e il suo spirito: l’anelito verso Dio” e “L’attimo – la musica e il presente vissuto: Schumann, Debussy e il mondo contemporaneo”. Ha inoltre curato la realizzazione e la messa in scena del reading “Illuminations” da Arthur Rimbaud.Interessata anche alla musica del Novecento, in occasione del centenario della nascita di O. Messiaen ha curato la realizzazione de “Regards su … O.Messiaen” e dello spettacolo multimediale “Il silenzio del cielo”, rappresentato presso numerose sale teatrali e concertistiche. Ha tenuto come coordinatrice ed esecutrice un seminario sui primi quattro volumi dei “Giochi “ di G. Kurtag e recentemente ha curato, in collaborazione col Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Milano, l’esecuzione dei “100 pezzi per pianoforte” composti dal M° Alessandro Solbiati.
Stefania Maria Teresa Gianfrancesco studia al Conservatorio di Bari, dove ha conseguito il Diploma in Pianoforte principale, la Laurea specialistica in Pianoforte a Indirizzo Solistico con lode e menzione sotto la guida della prof.ssa Elvira Sarno, il diploma di II livello in Analisi musicale e la Laurea Specialistica in Canto rinascimentale e barocco. Si è perfezionata in Italia e all’estero e ha al suo attivo numerosi primi premi e primi assoluti in concorsi nazionali e internazionali come solista e in musica da camera. Si è inoltre laureata con lode sotto la guida del prof. Antonio Delfino in Musicologia all’Università di Pavia, sede di Cremona.  Divisa fra l’amore per la musica e l’amore per la lettura, dopo la laurea con lode in Giurisprudenza all’Università di Bari, consegue il master in International Publishing a Oxford (Regno Unito) e il diploma in Archivistica, Paleografia e Diplomatica all’Archivio di Stato di Bari. È redattrice e curatrice di progetti editoriali nazionali e internazionali per la Casa editrice Palomar di Bari e, successivamente, organizza iniziative letterarie nazionali con i Presìdi del Libro. Attualmente si occupa della divulgazione della cultura musicale, artistica e letteraria alla presidenza de Il Circolo Beethoven, organizzando festival internazionali di musica da camera, lezioni-concerto nelle scuole pugliesi di ogni ordine e grado, e tenendo guide all’ascolto per concerti di musica solistica e da camera. Con il contributo del Bando Urbis del Comune di Bari, nel 2020 ha creato “Al chiaro di lume”, una biblioteca di musica, arte e letteratura, fondata per condividere la passione per la conoscenza.
Tel. 3351406658/3494775799
angelo.colafemmina@gmail.com
mauriziomatarrese@libero.it
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