Venerdì 17 ottobre ore 19,30
Sala Colafemmina – Palazzo De Mari
Acquaviva delle Fonti
ENSEMBLE ELLIPSIS IN
«NON SOLO TANGO»
Alberto Cesaraccio oboe
Fabio De Leonardis violoncello
Livio Grasso chitarra
S’intitola «Non solo tango» il concerto dell’Ensemble Ellipsis guidato dal virtuoso di oboe Alberto Cesaraccio con il violoncellista Fabio De Leonardis e il chitarrista Livio Grasso.
La proposta di ascolto spazia da Mario Castelnuovo-Tedesco a Manuel Aroztegui, dallo stesso Cesaraccio a Laurent Boutros e Angel Villoldo, gli autori al centro del concerto di questa formazione a organico variabile che si rifà nel nome a un’antica figura della retorica musicale, Ellipsis, indicante l’interruzione inaspettata di una transizione, nonché un brusco mutamento di «affetto».
La prima parte del recital si apre con pagine del repertorio cameristico che rivelano tutte le potenzialità espressive del trio.
Dalla poetica «Aria op. 146» di Castelnuovo-Tedesco al lirismo contemporaneo di «Amasia» composta da Boutros, chitarrista e compositore francese di origini armene che ha voluto ricordare i caratteri della sua terra, scegliendo al contempo di omaggiare la memoria del proprio maestro argentino Raul Maldonado, al quale ritiene di dovere gran parte della propria formazione musicale.
Quindi, si passa per le atmosfere evocative di Raffaele Bellafronte («Romantico») e le composizioni originali dello stesso Cesaraccio, la suggestiva «Serenade enchantée» e «Bettiriccia», che con lo stile di una milonga, di un tango campagnolo, proietta l’ascoltatore nell’Argentina tanguera.
La seconda parte del programma è interamente dedicata al tango a partire dalla «Suite III» di Roberto Di Marino, articolata in quattro vivaci movimenti (Milonga, Interludio, Tango, Humoresque) con cui si entra nel cuore pulsante della serata, che proseguirà, in un viaggio tra malinconia e seduzione, nostalgia e virtuosismo, con la contemporaneità del «Tango» di Bellafronte e l’omaggio ai grandi maestri argentini del genere come Angel Villoldo («El Presumido») e Manuel Aroztegui («El Apache argentino»).